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Il letto per crescere bene

Grande o piccolo che sia il letto è un bell’investimento. In una cameretta tradizionalmente si tende a montare quelli adatti fino all’adolescenza e poco più. Dal punto di vista della spesa non è una buona soluzione, perché come già detto io sono abbastanza contrario alle camerette monolitiche, che per quanto belle a vedersi hanno una vita breve e preferisco invece quelle smontabili, e con i mobili tradizionali.

Ovviamente vanno scelti con un design moderno e in base al gusto, ricordando però che anche il letto fa parte di questa categoria e non deve stonare. Andiamo quindi a dare un’occhiata a quali sono i parametri per scegliere.

Non voglio assolutamente parlare di ergonomia o cose da pediatra o posturologo, ma soltanto darvi delle indicazioni per invitarvi a ragionare su come spendere bene i soldi che avete, perché magari ve li risparmiate ora e li mettete su un libretto.

Così quando il vostro pargolo sarà cresciuto potrà utilizzarli per pagarsi l’università, invece di non spenderli per un lettino piccolo e magari di cattivo gusto a forma di barbie o di razzo.

Letto con cassettoni

Tutto sommato può essere una buona soluzione e offre un po’ di vantaggi da non sottovalutare. Si tratta di un’intelaiatura in cui si mette la rete o le doghe, in base a quello che dice il vostro pediatra e che sotto ha i cassettoni a scorrimento dove tenere coperte, accessori, cuscini e quant’altro.

Il vantaggio principale di questo tipo di soluzione è che innanzitutto potete scegliere le reti senza le gambe Che significa che per quanto citati siano i bambini non vi troverete nella brutta situazione di doverle sostituire e ve lo dico per brutte esperienze della mia infanzia e adolescenza in cui ho dovuto riparare insieme a mio padre tutte e quattro le gambe del mio letto in camera che si erano distrutte un po’ per volta

Il secondo motivo è psicologico ed è che se sotto il letto non c’è uno spazio vuoto si fa presto a chiarire ai bambini che non c’è nessun mostro sotto, perché non c’è spazio. Non è una soluzione che funziona al 100%, ma è un buon punto di partenza e vi assicuro che se avete come i miei vicini quelli che dividono la cameretta e sono in fasce d’età di 5-6 anni, tutto funziona pur di non sentirli a nottate intere piagnucolare perché c’è un mostro che li spia per rimpallarsi tra di loro le paure.

Vivere un’infanzia senza la paura del mostro sotto il letto non è male e offre tante possibilità per una crescita migliore.

Eccovi il mio consiglio in fascia media di lettino con cassettoni davvero capiente e facile da gestire.

Lettini piccoli

In questo caso dovete farvi conti in tasca, sia che li scegliate con i cassettoni che senza. I lettini piccoli e a scalare richiedono almeno tre o quattro cambi di rete e materasso nell’arco dello sviluppo da bambini a adolescenti e anche dopo, visto che i ragazzi stanno in casa coi genitori fino a età notevoli, perché se no i conti non tornano.

Se quando sono grandi un cambio volontario di letto sarà una spesa a carico loro, per voi il lettino rimarrà comunque una spesa da fare più volte e quindi ci penserei un po’.

Scegliete materiali naturali e lettini poco elaborati, semplicemente perché quelli più complessi si danneggiano più facilmente e perché se optate per temi troppo orientati a come gli adulti si immaginano la visione della vita da parte dei bambini (supereroi, personaggi dei cartoni, orrendi temi ciccinopuffinofiffinorosazzurrooravomito) questi cominceranno a provare un senso di disagio ed imbarazzo a lungo andare, quando il l’arredamento non si evolverà con loro.

Questo, vi ripeto, non vuol dire che servono letti la caserma unisex spartani e orrendi, ma semplicemente che serve una buona mediazione tra un letto come piace ai bambini e uno come piace ai genitori.

Il passeggino d’emergenza

Assolutamente! Ecco un articolo sui passeggini da viaggio pieghevoli ultracompatti, pensato per aiutare i genitori a fare la scelta giusta:

Passeggini da viaggio pieghevoli ultracompatti: la soluzione ideale per le famiglie in movimento

La vita di un genitore è piena di avventure, grandi e piccole. Gli spostamenti con bambini piccoli possono sembrare un’impresa ardua, ma con il giusto equipaggiamento possono diventare un gioco da ragazzi. Tra i tanti accessori indispensabili per le famiglie in movimento, i passeggini da viaggio pieghevoli ultracompatti si sono guadagnati un posto d’onore.

Perché scegliere un passeggino da viaggio ultracompatto?

  • Comodità: Si piegano in dimensioni ridotte, perfetti per essere riposti in auto, aereo o zaino.
  • Leggeri: Facili da trasportare anche con una mano sola.
  • Pratici: Molti modelli sono dotati di ruote piroettanti per una maggiore manovrabilità.
  • Sicuri: Offrono le stesse garanzie di sicurezza dei passeggini tradizionali.

Quali caratteristiche cercare in un passeggino da viaggio ultracompatto?

  • Dimensioni da chiuso: Assicurati che si adatti al tuo spazio di stivaggio.
  • Peso: Più è leggero, più facile sarà da trasportare.
  • Seduta: Verifica che sia comoda e reclinabile per i sonnellini dei più piccoli.
  • Ruote: Le ruote piroettanti facilitano la guida, mentre quelle più grandi sono adatte a terreni irregolari.
  • Cappottina: Una cappottina estensibile protegge il bambino dal sole e dal vento.
  • Cesto portaoggetti: Utile per riporre piccoli oggetti.

Conclusioni

Il passeggino da viaggio pieghevole ultracompatto è un alleato prezioso per tutte le famiglie in movimento. Scegliendo il modello giusto, potrai viaggiare in tutta serenità con il tuo bambino, senza rinunciare a comfort e praticità.

Questo passeggino è pazzesco. Non è il più compatto che ho trovato, ma un angolino nel bagagliaio sono sicuro che potrete trovarglielo.

Il Letto Montessori: Un Mondo di Autonomia per i Più Piccoli

Cos’è un letto Montessori?

Il letto Montessori è molto più di un semplice luogo dove dormire. È un elemento chiave nell’educazione Montessori, progettato per favorire l’autonomia e l’indipendenza fin dalla tenera età. A differenza dei lettini tradizionali con sponde alte, il letto Montessori è basso, quasi a filo del pavimento, permettendo al bambino di salire e scendere liberamente.

Perché scegliere un letto Montessori?

  • Autonomia: Il bambino impara a gestire autonomamente il passaggio dal gioco al sonno, favorendo la sua autostima.
  • Sicurezza: L’altezza ridotta del letto lo rende sicuro, minimizzando il rischio di cadute dolorose.
  • Libertà di movimento: Il bambino può muoversi liberamente nello spazio intorno al letto, esplorando e scoprendo il mondo che lo circonda.
  • Connessione con l’ambiente: Essendo a diretto contatto con il pavimento, il bambino ha una percezione più profonda dello spazio e del suo corpo.
  • Facilitazione del sonno: L’ambiente familiare e accogliente del letto Montessori può favorire un sonno più sereno e ristoratore.

Come scegliere il letto Montessori ideale?

  • Materiali naturali: Opta per materiali naturali come legno massello, non trattato e atossico, per garantire la sicurezza del tuo bambino.
  • Dimensioni adatte: Assicurati che il letto sia proporzionato alle dimensioni della stanza e del bambino.
  • Materasso confortevole: Scegli un materasso di buona qualità, traspirante e con un supporto adeguato per la colonna vertebrale.
  • Design semplice: Un design essenziale e funzionale permette al bambino di concentrarsi sul sonno e sullo sviluppo delle sue capacità.

Quando introdurre il letto Montessori?

Non esiste un’età precisa per introdurre il letto Montessori. Molti genitori iniziano a utilizzarlo quando il bambino inizia a gattonare o a muoversi autonomamente. L’importante è osservare i segnali di prontezza del bambino e creare un ambiente sicuro e rassicurante.

Conclusioni

Il letto Montessori è molto più di un semplice arredo per la cameretta. È un investimento per il futuro del tuo bambino, promuovendo la sua crescita fisica, emotiva e cognitiva. Scegliere un letto Montessori significa offrire al tuo piccolo un ambiente stimolante e favorevole al suo sviluppo.

Box, graticci e soluzioni per sopravvivere al panico!

Con i bambini, specie con quelli molto piccoli, la sicurezza in casa non è mai abbastanza e basta girare un secondo la testa per scoprirli mentre si avventurano in direzioni dove pericolo e oggetti acuminati sono sempre in agguato.

Naturalmente tocca sempre ai genitori predisporre un ambiente tranquillo, tutto quanto nei limiti del possibile e sotto controllo, ma può risultare molto difficile in ogni caso.

Le case spesso sono grandi e sono suddivise in piani che non rendono semplicissimo il lavoro, mentre per gli appartamenti è un po’ più semplice, ma d’altro canto si considera che, se è tutto sullo stesso livello, è facile arrivare direttamente in cucina gattonando.

La situazione può risultare abbastanza complicata. Vediamo quali sono i dispositivi per tenere in sicurezza i bambini nei loro ambienti .

1 Palestrine

Le palestrine sono superfici di gioco piccole, un metro per un metro di solito o poco più, che si utilizzano quando i bambini sono molto piccoli e non sanno ancora gattonare . Nella palestrina ci sono sonaglini cose tattili, colori e archi per appendere oggetti stimolanti.

Meglio non eccedere con la quantità di oggetti disponibili, perché i bambini possono andare in confusione, ma in generale sono il sistema migliore per farli giocare in un punto delimitato e sicuro.

Si mettono in terra, oppure sul letto, e richiedono come sorveglianza. Alcune palestrine sono anche dotate di bordi alzabili per cui i bambini che non ha ancora gattonano possono tranquillamente spostarsi rotolando senza rischi di uscire e restando comunque in vista.

Così se si spaventarono mamma e papà possono direttamente intervenire semplicemente girandosi e facendosi notare. Le palestrine vanno bene fino ai sei-otto mesi, ma quando i bambini cominciano a gattonare è il caso di passare a qualcos’altro.

2 Box

Il box è il luogo usato per i giochi dei bambini fino ai due anni, di solito, anche se verso un anno e mezzo comincia a diventare piuttosto stretto e i piccini si ribellano. Si tratta di una superficie delimitata, rialzata e protetta da reti.

I bambini possono giocare con le loro cose e non ci sono rischi e pericoli. Rimangono fermi lì dentro, imparano a stare seduti un po’ gattonano e fanno cose. Non sono un deposito dove tenerli per tutto il giorno, comunque solo un buono spazio per avere una mezz’ora di pace e non dover fare i conti sempre con le loro ovvie intemperanze.

Infatti i bambini possono diventare molto nervosi, soprattutto quando si rendono conto di essere in uno spazio limitato. Se però lo spazio è ben costruito, sicuro e colorato tutto questo li confonderà quanto basta per lasciarvi qualche minuto di riposo.

I box migliori sono quelli pieghevoli perché non c’è bisogno di tenerli montati fissi ma si possono aprire solo quando occorrono e da chiusi occupano quanto un’ombrelliera 30 x 30.

Di solito e si possono tenere tranquillamente accanto a un armadio o persino sotto il letto.

3 Graticci e retine

Quando i bambini cominciano a camminare e gattonare e muoversi, purtroppo la situazione precipita rapidamente, diventano molto furbi e al tempo stesso hanno la tendenza andare in direzioni assolutamente proibite e per questo quando i bambini cominciano a volersi muovere parecchio ed esplorare non vanno limitati con semplici ordini, che loro ignoreranno anche per caparbietà e per far vedere chi comanda.

Ovviamente non loro, ma non lo sanno ancora.

Le soluzioni come reti e separé sono sempre da tenere in considerazione. Si usano per creare sazi sicuri, ma anche per tenere chiuse stanze in cui loro non possono entrare, ma che devono restare aperte.

L’impiego dei graticci è un classico per limitare gli accessi alle scale, gli sgabuzzini e altri anditi simili, oppure della cucina o del salotto è un vero salvavita. Insomma, le retine devono essere messe spesso in grande numero per delimitare lo spazio accessibile ai più piccoli.

Le retine di solito sono facili da montare e hanno delle pinze per ancorarle alle pareti e alle imboccature delle porte. Il lavoro risulta un po’ più complicato se la casa dove deve essere fissata la rete ha gli accessi alle scale senza la porta, come per esempio la mia.

Nel mio caso, infatti, le scale non hanno stipiti. Per questo per fare il passaggio ho dovuto utilizzare un altro tipo di soluzione, cioè invece che usare le pinze ho dovuto usare di vitoni per cui vengono fissati due o tre passanti al muro che sottendono la rete, come questi.

In questo caso dovete stare molto attenti a quello che che comprate, perché i bambini sembrano deboli perché sono piccolini, ma se arrivano di corsa contro un cancello non tanto ben fissato lo buttano giù.

Ovviamente le viti che servono devono essere larghe e robuste con le basi di appoggio belle grandi, ma sono progettate per resistere.

Fate un rapido calcolo e considerato che di solito i bambini non si getteranno in maniera violenta contro l’ostacolo ma riusciranno semplicemente a smuoverlo. Se i vitoni alla base di appoggio sono molto grandi, difficilmente questi lasceranno macchie, ma anche nel caso in cui lascino un alone sulla parete basta una spugnetta e un po’ di pazienza per rimuoverla.

Riverniciare un pezzo di muro è una spesa molto ridotta, come potete vedere qua come si fa, mentre dover portare un figliolo all’ospedale perché ha fatto tre rampe di scale di testa può risultare un po’ più complicato da gestire.

Umidificare per preservare le mucose

Con i condizionatori d’aria e le pompe di calore il clima in casa, in particolare per i bambini, può non essere l’ideale, perché l’umidità tende a discostarsi notevolmente dai livelli ottimali per la loro salute.

Questi sono rappresentati da circa il 40-60% per la saturazione di umidità, mentre la temperatura dovrebbe essere compresa tra valori di 18-22 °C, anche se in estate la soglia si sposta di parecchio. Sono parametri che nella percezione che abbiano sono correlati e vanno mantenuti come tendenza. Per questo può essere utile aggiungere un regolatore dell’umidità.

Questo è in particolare molto importante quando i bambini sono molto piccoli per preservare le loro mucose e impedire così in futuro che abbiano problemi come asma allergie o altro.

Se, infatti, le vie respiratorie sono troppo secche saranno sempre irritate e molto più sensibili ad eventuali allergeni, che in particolare nei primi mesi di vita possono risultare molto incisivi.

Gli umidificatori a ultrasuoni sono la soluzione migliore attualmente in commercio, perché si trovano in tanti modelli, molti dei quali funzionano direttamente a batteria e non richiedono quindi corrente elettrica. Sono completamente innocui, perché vanno a freddo e richiedono piccole quantità di acqua. Si tratta di vasetti in cui si versa l’acqua magari con profumi o aromi, ma sarebbe meglio quella depurata e non del rubinetto, per via del cloro.

Ma nel caso dei bambini bisogna assolutamente evitare di aggiungere contaminanti l’atmosfera. Quindi per loro soltanto quella distillata, anche perché anche quella del rubinetto contiene cloro e altre sostanze indesiderabili per la loro salute.

L’acqua viene vaporizzata tramite una lamella oscillante ad alta frequenza, ultrasuoni ma che non danno fastidio a cani gatti e neonati. I meccanismi fanno evaporare una certa quantità di umidità che rimane sospensione dell’aria.

Hanno il vantaggio rispetto a qualsiasi altro modello di funzionare con acqua fredda. Quindi anche se dovessero ribaltarsi al massimo possono bagnare un po’ un mobile e visto che si tratta di oggetti molto piccoli la quantità di acqua è decisamente trascurabile e non saranno mai un problema.

Umidificatori tradizionali

Se usate dei termosifoni obsoleti a dir poco, questi umidificatori sono oggetti che si attaccano con dei gancetti ai loro blocchi in ghisa o alluminio e danno lentamente evaporare l’acqua al loro interno.

Sono realizzati in ceramica, anche se si trovano in commercio nei negozi di grandi occasioni cinesi modelli particolarmente economici in resina o silicone che sinceramente sconsiglio.

L’acqua al loro interno non raggiunge mai una temperatura alta e si possono considerare sicuri, ma non mi fiderei troppo dei modelli ultra low cost, che magari sono fatti con materiali che non hanno passato le verifiche e sono arrivati sottobanco.

Questi umidificatori hanno lo svantaggio principale che un bambino curioso può riuscire tranquillamente a sbloccarli dalla loro posizione a romperli in terra e visto che sono di ceramica ci potrebbero essere schegge da cercare per settimane.

Umidificatori elettrici a caldo

Poco adatti alla vita dei bambini, questi modificatori fanno evaporare dell’acqua riscaldandola con una piccola resistenza. La temperatura che si raggiunge è sempre bassa e sicura, non sono pericolosi ma comunque possono spaventare i bimbi piccoli se dovessero metterci le manine e farli cadere.

Funzionano nella maggior parte dei casi con un’alimentazione fissa, un trasformatore in bassa tensione oppure anche se ci sono modelli non molto adatti per i bambini più piccoli che vanno con la corrente di rete.

Questi si possono utilizzare fintanto che i bambini non sono liberi di muoversi, ma nel momento in cui cominciano a fare i primi passi e escono dal box è meglio sostituire questo tipo di umidificatore con qualcosa di più adatto.

Quando si usano gli umidificatori?

Nella maggior parte dei casi gli umidificatori si utilizzano quando l’aria è secca in maniera artificiale e un po’ meno quando la secchezza è naturale, ma possono fare comodo.

In estate possono essere utili se c’è un condizionatore o qualcosa di simile, in inverno se c’è il riscaldamento, in particolare i termosifoni che tendono a drenare tutta l’umidità presente nell’aria.

Gli umidificatori possono essere tenuti attivi sempre e di solito quelli più carini hanno un sensore che stabilisce quando si devono attivare in base all’umidità presente nell’aria, oppure almeno un timer per avere cicli di umidificazione brevi ma continui, importanti se i bambini non vengono sorvegliati strettamente durante la notte.

Come migliorare il clima in cameretta

Partiamo da un principio importante: i bambini sono molto più animaleschi degli adulti e hanno risposte a caldo freddo e altri stimoli ben differenti rispetto a quelle che ci si potrebbe immaginare. Soprattutto è importante considerare il fatto che i più piccoli temono enormemente il caldo. Bisogna quindi sempre mantenere un ambiente che sia tiepido.

Naturalmente il tepore deve essere adatto al relax ma non soffocante, perché loro non sono in grado di smaltire gli eccessi di temperatura come facciamo noi. Anzi rischiano veramente di sentirsi male e addirittura in casi gravi di morire se la stanza dovesse essere un vero e proprio forno troppo umido o troppo secco.

Questo vale in estate e in inverno, per via del fatto che il riscaldamento spesso disidratata considerevolmente l’aria. Con la bella stagione, invece, c’è il condizionatore e il fatto che perché la luce solare, soprattutto se batte direttamente sul pavimento con le piastrelle di resina e di altri materiali simili, ha parecchi effetti secondari sulla temperatura.

Bisogna notare come gli effetti sul il cotto e il legno siano un pochino più tollerabili, sebbene presenti. L’impatto della luce genera, a causa di una conversione energetica dei raggi ultravioletti, sbalzi di temperatura che possono farsi sentire molto se ci sono bambini piccoli, noti come effetto serra. Vediamo come risolvere il problema.

Vetri doppi o tripli

Anche se i bonus sono agli sgoccioli è comunque da considerarsi un buon investimento. Scegliere di installare i vetri doppi o tripli nelle camerette offre molti vantaggi. Questo perché da un lato sono molto più resistenti del vetro singolo, quindi è più difficile che si rompano per un oggetto lanciato, anche se naturalmente non sono indistruttibili e vale la regola che meno si cerca di spaccarli e più rimangono integri.

Il vantaggio si ha soprattutto perché riescono a ridurre enormemente lo scambio termico tra dentro e fuori. In pratica quando si surriscalda la superficie esterna del vetro le camere riempite con un gas inerte impediscono la trasmissione attraverso le intercapedini.

In questo modo la faccia interna ha una temperatura differente e allineata con gli effetti degli HVAC installati. In estate sarà fresca mentre in inverno quando c’è il riscaldamento è acceso in casa ed è freddo fuori vale il contrario.

Inoltre questi vetri se sono riempiti di gas tecnico tagliano considerevolmente gli ultravioletti impedendo il loro accesso alla cameretta. A livello di visibilità non cambia praticamente nulla, ma per un bambino che ha bisogno di essere protetto possono fare la differenza.

Purtroppo i vetri doppi tripli hanno un costo maggiore rispetto a quelli singoli. Tuttavia considerato che si tratta di un investimento che va avanti per molti anni e fa vedere i suoi effetti in bolletta sempre rimane molto interessante .

Intelaiatura

Anche il telaio delle finestre è importante. Qui l’excursus è breve, perché i materiali sono tre: alluminio, pvc e legno.

Il vantaggio è che combinandoli si possono ottenere molti gradi di differenza fra dentro e fuori e al tempo stesso si può avere per esempio l’interno della cameretta con legno a vista, che è molto carino. L’alluminio che ormai di default è il materiale migliore per l’intelaiatura, ma può essere piuttosto pericoloso per i bambini che aprono e chiudono le finestre, almeno finché non hanno imparato a gestirle.

Per questo vi consiglio sempre di verificare che le chiusure siano a doppio o triplo livello di sicurezza. Si tratta di un sistema molto semplice che impedisce ai bambini di riuscire a sbloccarle e aprirle o chiuderle senza l’aiuto di un adulto.

In pratica è una maniglia che richiede una manovra un po’ più articolata e che si impara facilmente con gli anni, man mano che i bambini diventano capaci di capire che cosa è pericoloso e che cosa no.

Tendaggi

Attualmente in commercio si trovano tantissime tende termiche. Si tratta a prima vista di tende perfettamente normali. Non hanno nessuna differenza di spessore o di design rispetto a quelle tradizionali in cotone.

Sono però realizzate in materiali sintetici che offrono un eccezionale livello di taglio dei raggi ultravioletti impedendo l’effetto serra nella cameretta .In pratica quando la luce le raggiunge quella che filtra all’interno attenuata dicono

Naturalmente, come con qualsiasi tipo di tenda, la luce è attenuata. Ma quella che passa non ha la componente ultravioletta e in molte tipologie ha una bassa componente infrarossa residua.

In pratica la voce del sole scalda di meno. Questo naturalmente è un vantaggio in estate, mentre in inverno quando si sceglie di utilizzare il nostro astro per migliorare la temperatura in cameretta basta tenerle aperte.

Sono tende completamente sicure efficienti facili da lavare e con tanti disegni carini , Esistono anche versioni che riducono la trasmissione dei suoni.

Tende e infissi

L’investimento in tende e infissi combinato è la soluzione migliore per contrastare passivamente gli sbalzi di temperatura tra estate inverno o quando si passa da giorno a notte a seconda della stagione.

Sono ottimi soprattutto perché permettono di rendere meno rumorosa la stanza all’interno, cioè impediscono il passaggio dei suoni provenienti da fuori, ad esempio il traffico o il chiasso del vicinato e di ridurre il riverbero interno.

Questo, in particolare, in una cameretta grande e non molto arredata può essere importante, perché averlo basso aiuta a conciliare il sonno e visto che le orecchie dei bambini sono sensibili a frequenze molto diverse rispetto a quelle degli adulti, può essere importante.

I pannolini e come riutilizzarli

Magari sarà per l’abitudine, magari per la fortuna di abitare in una zona di campagna a una decina di chilometri circa in linea d’aria da un centro manifatturiero importante, per fortuna non molto inquinante, perché si tratta di assemblaggio, negli anni abbiamo sviluppato una coscienza differente.

Ora che siamo alle prese con i bambini in culla e poco più in casa e siamo sempre più orientati verso scelte sostenibili oggi parliamo di pannolini.

Ovviamente non di quali scegliere o delle migliori marche, ma di come trasformarli per creare un ambiente migliore.

I pannolini compostabili e come usarli

Ci siamo fatti conti in tasca e abbiamo visto che alla fine i pannolini del supermercato sono decisamente più economici rispetto a quelli compostabili, ma visto che non abbiamo vizi di nessun tipo, oppure spese fisse come cene al ristorante e abbonamenti a canali di streaming vari, per noi è stato più che naturale decidere di puntare molto sull’impiego dei pannolini compostabili.

La risposta è che dopo un po’ di ragionamento, un po’ come facciamo con gli avanzi di cucina, abbiamo optato per il loro impiego diretto come concime agricolo in accordo con gli altri condomini perché stiamo in un casale con altre famiglie e appartamenti comodi e piacevoli.

Abbiamo deciso di fare il vialetto di ingresso, che è parecchio lungo, piantando alberi non da frutto un po’ alla volta usando come base i pannolini compostabili pieni di cacca e di pipì e tutti gli avanzi dei bimbi.

Insomma, un’idea carina per creare una specie di boschetto che loro vedranno crescere e gravare di meno a livello energetico sulle spese pubbliche. Ovviamente non tutti potranno fare come noi, soprattutto chi vive in un appartamento in città, ma comunque compostare i pannolini è una buona soluzione.

Come si compostano i pannolini?

Allora innanzitutto il problema di base non è il compostaggio del pannolino che è un procedimento pulito e inodore quanto il loro stoccaggio. Attualmente gran parte dei sacchetti che ci sono a disposizione sono biodegradabili, soprattutto quelli del supermercato e riescono più o meno a sostenere tre quattro giorni di pannolino pieno di pipì senza rompersi.

Noi seppelliamo direttamente sacco e pannolino biodegradabile ben chiusi in una fossetta con un fondo di argilla espansa di riciclo, ma magari avere una compostatrice può essere più utile.

Si tratta di accessori, di solito in plastica o in cemento, che si mettono in cortile in cui depositare i rifiuti organici che provvedono a far tutto il ciclo che li fa passare a terriccio.

Alla fine riassunto è questo: si cerca di dare indietro alla terra un po’ di quello che viene preso con la trasformazione.

Se più persone facessero come noi, cioè comprassero i pannolini biodegradabili, molto probabilmente questi calerebbero di prezzo quanto basta per non farli più diventare una scelta opzionale ma praticamente obbligata.

Lo so è un piccolo sacrificio, un aperitivo in meno, ma ci tengo particolarmente perché far crescere i bambini in un mondo pulito significa anche cercare di migliorare il mondo, creando in essi coscienza sin dalla più tenera età.

Dove tenerli nel frattempo?

I 4 migliori mangiapannolini

DiaperChamp Classic Regular

Una soluzione molto semplice che non richiede l’impiego di ricariche. Quindi è sostanzialmente autonoma. Ha un coperchio antiodore sigillato e a meno di non lasciare i pannolini pieni a fermentare si può considerare tranquillamente sicuro da tenere in casa, anche in bagno.

Inoltre è completamente in materiale plastico sicuro, non contaminante e compatibile con la salute dei bambini, facilissimo da pulire con un panno, anche nel caso di sversamenti, cosa che nessuno si augura mai che succeda. Basta metterci dentro un sacchetto per rifiuti compostabile per risolvere il problema dello smaltimento con i pannolini, compostabili a loro volta.

Tommee Tippee

Questo mangia-pannolini ha un meccanismo rapido e semplice per gestire il carico. Con l’impiego di un caricatore a pellicola multistrato Green Film blocca qualsiasi fuoriuscita e rende sicuro lo smaltimento dei pannolini.

Una volta finiti all’interno e chiuso il coperchio non ci saranno odori o problemi di alcun genere. Terminate le ricariche è sufficiente prendere quelle nuove è completamente.

Realizzato in materiale plastico al 98% riciclato e anche i dischi di ricarica sono a loro volta riciclabili, ma non compostabili. Quindi pannolino e sacchetto saranno gettati nell’umido mentre il caricatore della plastica.

Per ricominciare da capo una volta terminati i sacchetti si possono comprare delle ricariche e contiene fino a 28 disastri senza lasciare uscire i liquidi o odori sgradevoli.

Chicco Mangiapannolini

Questo pratico cestino per pannolini, con una comoda maniglia, funziona senza ricariche perché può essere utilizzato con normalissimi sacchetti compostabili.

Con tre movimenti e una mano sola si può estrarre il sacchetto pieno e il cestino si ricarica in maniera molto facile senza far emettere odori o problemi contiene fino a 25 pannolini e è completamente sigillato con un sistema che impedisce l’emissione di odori dalla parte verticale grazie alla chiusura a cupola collegata alla maniglia di trasporto.

Chicco Cestino per Pannolini

Pratico e di design è un mangia pannolini pensato per essere usato con una mano sola grazie alla leva a maniglia. Si può aprire e chiudere rapidamente, non ha bisogno di ricariche con sacchi speciali, ma funziona con quelli compostabili e compatibili.

Inoltre la sua struttura robusta è a prova di urto, soprattutto quando c’è da fare i conti con i piccini molto agitati e non si sa mai dove mettere i piedi.

Si può tranquillamente tenere in bagno e si smonta con un semplice click senza emissione di cattivo odori. Riesce a contenere fino a 30 pannolini in base alle loro dimensioni.

Con che stile decorare le camerette?

Non so, cercherò di descrivervi con una sensazione esperienziale qual è il mio pensiero nei confronti delle camerette monocromatiche, rosa oppure azzurro. Sarà successo anche a voi nell’arco della vostra vita. Magari mentre andavate sui rollerblade o in bicicletta a fare gli sportivi di cascare di faccia e battere gli zigomi durissimi sull’asfalto.

Tutto va nel nero e poi lentamente recuperate il controllo, con una eco forte nelle orecchie e i colori che virano improvvisamente mentre non riuscite a tenere focalizzato lo sguardo, un po’ come se tutto stesse scivolando via.

Quella è la sensazione che i bambini hanno e quello rende cameretta che sono un delirio monocromatico in una versione di confetto sotto steroidi. Io personalmente non ci dormirei e da piccolo non avrei voluto assolutamente ritrovarmi in uno di quegli spazi soffocanti, che a volte erano le camerette degli altri bambini del quartiere.

Per fortuna un po’ di buon senso e di sale in zucca è rimasto in giro e quindi c’è chi sa ascoltare. Diamo un’occhiata quindi a quali sono gli stili migliori per tinteggiare una cameretta per maschietti e femminucce.

1 Due livelli

È una delle tecniche più semplici e più veloci. Consiste nel dividere la cameretta in due livelli, con la parte in basso di un colore e quella in alto, approssimativamente dopo 2-2,5 m di un altro. È un trucchetto molto semplice, in realtà ma che funziona.

Se si mette un colore più carico in basso, possibilmente evitando rosa confetto e azzurro fiocco, aggiungendone uno molto più leggero in alto, magari anche semplicemente bianco o una tinta diluita con lo stacco netto, la sensazione che si avrà è quello di una stanza molto più grande e aperta in maniera piacevole.

Per i bambini in particolare questo risulterà molto stimolante, perché loro hanno una percezione differente delle distanze e quindi percepiranno la loro cameretta come grandissima con questo trucchetto, molto aperta in alto.

Se vi interessa l’azzurro come soffitto è un’ottima scelta, se si tratti di bambini che di bambine, magari con un po’ di nuvolette tenui fatte a spugna.

2 Sfumatura

È sostanzialmente una variante complessa del tema che abbiamo appena visto, in cui non si passa con uno stacco netto, ma si sfuma magari con delle spugnature o dei temi un pochino più complessi, anche fatti con degli stencil. Basta che siano piacevoli come tema.

Con questo stile la parte alta della stanza sembra scomporsi in un colore gradevole e rilassante. Si adatta abbastanza bene alle camerette con i mobili relativamente bassi, mentre se ci sono armadi alti non è il caso di usare questa colorazione.

Infatti gran parte dell’effetto sfumatura finirebbe per diventare soltanto una fonte di confusione.

3 Stencil

Si tratta di una soluzione facile e che si può fare tranquillamente anche in bricolage. Gli stencil, che si possano scaricare e stampare su cartoncino, plastica o su quello che preferite vi permettono di creare decorazioni in tanti stili.

Ricordatevi però una stanza in cui tutte le pareti siano saturate di immaginette stencil sembra venuta fuori da un manicomio e l’unico effetto che otterrete è quello di fare innervosire i bambini. La soluzione migliore è quella di usare spot, magari con stencil molto differenti tra loro per allargare certi spazi che a causa del mobilio risulterebbero troppo stretti.

Si tratta di un giochino molto semplice, perché in sostanza immaginandosi l’area da allargare come un cerchio, sui bordi avremo stencil molto fitti e man mano che si va verso il centro questi dovranno dilatarsi.

Funziona con stencil più o meno larghi una spanna e aree di almeno un metro un metro e mezzo di diametro ideale. Può essere anche molto interessante giocare in prospettiva aggiungendo gli stencil solo sugli angoli della camera per sembrava far sembrare che una stanza provenga dallo spazi.

4 Decorazioni fluorescenti

Non necessariamente una buona idea, ma comunque molto piacevole, si possono prendere adesivi fluorescenti a stelle e creare così un cielo che quando si spegne la luce per fare la nanna fornisce per un po’ di tempo un supporto da vedere.

Soprattutto per i bambini piccoli questo può essere utile, perché per loro uno spazio buio e omogeneo è fonte di inquietudine e paura.

Decorare con la pistola a caldo

È uno strumento molto semplice, in cui si infilano barrette di silicone che fondono rapidamente e che solidificandosi si comportano come una specie di colla. Si tratta di un accessorio elettrico, che funziona per la corrente di rete, ma si trovano anche a batteria.

In questo strumento si infilano barrette traslucide che a contatto con una resistenza che le scalda si fondono e diventano una colla, non troppo tenace ma utilissima per riparazioni dell’ultimo momento, decorazioni e per sviluppare idee in 5 minuti.

Le pistole a caldo costano pochissimo e vanno da quelle minuscole con le barrette da 4 mm fino a quelle molto grandi e più professionale, per modo di dire, che ti servirebbero tanto in casa.

Almeno quella tascabile non dovrebbe mancare nei cassetti, anche per nascondere i danni fatti dai bambini usando fiocchetti e decorazioni, oppure per diventare creativi insieme, attaccare poster e fissare teli.

Come funziona la pistola a caldo?

La pistola a caldo si chiama così perché ricorda vagamente una pistola, con tanto di grilletto. Premendolo e fa scorrere una barretta di silicone termolabile, che si ammorbidisce fino a diventare colloso e molto appiccicoso.

Bisogna prestare molta attenzione a non bruciarsi le dita evitando e toccare l’ugello, che anche se viene protetto con gomma speciale resta comunque il punto critico dello strumento.

La colla a caldo aderisce soltanto in superficie e questo è legato al fatto che la fusione è debole, ma molto efficace. Il grilletto serve per far scorrere la barretta di silicone, che si inserisce attraverso un foro e con un singolo stick si possono incollare molte decorazioni, per esempio per fare oggetti e regali per Natale, stupire o aiutare i bambini e quant’altro.

Impugnatura

L’impugnatura è comoda ed ergonomica e serve una mano sola, per cui con uno strumento in metallo si può agevolare l’operazione di incollaggio. È fatta a pistola, quindi la colla può essere fatta arrivare proprio dove serve.

Come si incolla con la pistola a caldo

La colla che si ottiene la pistola è vischiosa e appiccicosa, anche se tende a risultare un po’ spessa e fare filamenti che possono essere comunque tagliati in seguito con un paio di forbici, anche con la punta arrotondata.

È uno strumento adatto per l’uso da parte degli adulti, ma anche i bambini sotto supervisione possono divertirsi. L’importante è che non tocchino le parti roventi, altrimenti altrimenti rischiano di bruciarsi le dita.

Con questo tipo di strumento si possono incollare oggetti poco pesanti come decorazioni plastiche di carta, ottenendo risultati molto simpatici. Si aspetta qualche minuto dopo aver attaccato la pistola, il tempo varia in base alla potenza. Quella industriale si scalda immediatamente, mentre quelle ultraeconomiche possono richiedere anche un paio di minuti di attesa. Questi vi danno tutto il tempo per organizzare le idee.

La colla viene fatta aderire sulla superficie possibilmente ruvida. Va benissimo per esempio il feltro, la stoffa, la carta e il legno, ma si possono ottenere comunque risultati buoni anche su plastica e laminato prestando appeso un’attenzione al fatto che la temperatura è abbastanza alta da rovinarla se si tratta di fogli e simili.

Poi si prende il pezzo da incollare e si fa aderire senza premere troppo. Quindi ci sarà un po’ di spessore per cui un lavoro di precisione potrebbe non essere possibile sempre, ma vale la pena provare, se non altro per migliorare la tecnica.

Stick di silicone

Il silicone era un materiale sintetico basato su silicio e ossigeno e idrogeno, organizzato in maniera molto simile alla materia organica con la caratteristica di essere impermeabile e in grado di aderire facilmente su molte superfici.

Le barrette per uso domestico sono preformattate e sono lunghe da 5 cm circa fino a 10/15, con diversi diametri. Ogni pistola ha il suo tipo di barretta che è standard, quindi prima di acquistarla conviene sempre misurare il foro per evitare di prendere pezzi troppo grandi che non passerebbero o troppo piccoli che non dovrebbero trascinati.

Per far scorrere la barretta c’è da fare un po’ di forza sul grilletto, ma non bisogna mai esagerare. Altrimenti si rischia di romperlo perché la pistola non è un oggetto particolarmente robusto.

Le confezioni contengono molte barrette e queste possono essere usate per parecchio tempo dopo qualche apertura, lasciandole tranquillamente nella pistola. Non è facilissimo estrarle quando sono finite o se vanno cambiate, ma mettendone una nuova nuova si può continuare l’utilizzo anche ciclo continuo.

Le pistole di alta qualità hanno la resistenza molto potente e il grilletto attiva lo scorrimento ma non il riscaldamento. Quindi la pistola di solito lavora solo su richiesta, mentre quelle di bassa potenza hanno ciclo continuo e fanno il filamento senza pause.

Come si cambiano gli stick

La regola vuole che gli stick non vadano cambiati ma semplicemente avvicendati aggiungendone uno nuovo quando c’è abbastanza spazio per fissarlo in maniera corretta dentro il foro.

D di solito si preferisce far scorrere il più possibile la barretta e se ne mette una nuova tenendola premuta per un po’ per farla entrare nel tirante e per consentire un buon scorrimento.

Bisogna notare che il silicone a causa dell’ossidazione superficiale può ingiallire si presenta infatti di norma di un colore latteo o bianchiccio, che una volta fuso diventa quasi trasparente.

Meglio non lasciarlo a vista, comunque, perché il risultato estetico non è dei migliori. Se le barrette dovessero essere ingiallite ma non crepate il silicone si può tranquillamente continuare a utilizzare, mentre se ci sono presenti rotture vuol dire che il prodotto è ormai da buttare.

Come si smaltisce il silicone?

Il silicone non va assolutamente messo nella plastica e la sua composizione chimica è completamente differente rispetto al PVC e altri materiali di cui parleremo magari in altri articoli dedicati. Per smaltirlo bisogna metterlo se possibile in rifiuti dedicati, altrimenti va messo nel RUR, il Rifiuto Urbano Residuo.

La maggior parte dei prodotti sono atossici alla temperatura di fusione, ma è comunque sconsigliato cercare di mordicchiarlo con i denti o fare altri gesti poco consoni.

Il lettino next to me

Nei primi mesi è fondamentale e nei primi anni rimane comunque molto importante. Il lettino è un accessorio fondamentale che non deve mancare assolutamente mai nell’arredo per i piccoli. Nei primi anni di vita si utilizzano i next to me cioè lettini regolabili in altezza con la spondina abbassabile, per avere continuità tra il letto della mamma e quello del neonato, così da un lato si ha indipendenza dall’altro il contatto diretto. Poi dopo si scelgono i lettini in miniatura e dopo si passa ai letti a misura.

Come si sceglie un next to me

Questo lettino è formativo e molto importante. Deve essere scelto con la massima attenzione. Gli elementi da prendere in considerazione sono parecchi, ma possono essere riassunti nella presenza di alcune feartures.

Spondine reclinabili

Questo elemento è fondamentale per creare continuità e soprattutto nei primi mesi consente alla mamma di sporgersi direttamente per avvicinarsi durante la nanna verso il piccino e far sentire la sua presenza fisica.

Inclinabilità

Il lettino deve poter essere inclinabile. Non è un parametro necessario per molto tempo, ma all’inizio soprattutto con i prematuri per evitare il reflussi e problemi allo stomaco la testa ritrovarsi sensibilmente più in alto rispetto al resto del corpo e non tramite un cuscino.

Sicurezza della struttura

Il lettino next to me deve essere sicuro al 100%. Le vecchie versioni avevano la parte notte sostenuta da quattro montanti e un anello fissato tipo box, ma non è una buona soluzione, soprattutto per i bambini che cominciano a muoversi e esplorare.

L’ideale è avere due soli montanti che si trovano sui lati corti e l’anello reclinabile con una levetta che sia pratica per sbloccare a mano il lettino.

Per i bimbi più grandi invece è completamente differente. La spondina deve essere asportabile e il letto progressivamente deve passare da una gabbietta a uno spazio aperto, anche se una sicurezza è sempre consigliata.

Di solito il lettino è adatto per bambini sopra i tre quattro anni, che sono già stati abituati a stare da soli in cameretta e che dormono con le coperte rimboccate.

Materiali

Il next to me è sempre preferibile in metallo, perché è più semplice. I modelli in legno spesso a causa delle difficoltà nel materiale hanno meno funzioni e a volte risultano meno capaci di seguire la crescita.

Il lettino più grande, invece, può essere sia in legno che in metallo, con il materiale naturale da preferirsi, perché è più caldo e meno stressante dal punto di vista delle risonanze dei tubi, a cui i bambini piccoli sono molto sensibili.

Infatti con quelli in metallo spesso capitano vibrazioni che possono agitare e inquietare i bambini, se per esempio in casa ci sono tubature problematiche, pavimenti sconnessi, animali liberi di girare per le stanze o simili.

Io vi consiglio questo, perchè è quello che abbiamo preso per casa, comodo, leggero e maneggevole, si può inclinare e per ora sta facendo buona figura.

Anche questo è buono, stessa fascia di costo, stesse performance.

E se poi volete un po’ di sicurezza in più, per fare in modo che il sonno sia bello profondo, per i miei cuccioli ho iniziato a caricare su un mio canale loop di rumore bianco, suoni di phon, ventilatori, torrenti e onde del mare che conciliano il sonno in modo naturale (anche se per gli adulti sono solo rumoracci fastidiosi, a volte)!

Poi, magari, con un sacco nanna si può risparmiare tempo e fatica!